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Antica Osteria Lombarda Lungoladda

Lungoladda, l'eccellente cucina di due cuoche

Nell'area di quella che sarà o che dovrebbe essere la futura provincia lodigiana, è in pieno svolgimento la “Terza Rassegna Gastronomica” la cui organizzazione vede riunite l'Azienda di promozione turistica di Lodi, la Regione Lombardia, la Camera di commercio di Milano con le sponsorizzazioni della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, dell'Erbolario e di Reporter Parfum.

 

I diciassette ristoranti selezionati, equa-mente distribuiti nella, fascia fra il Po e l'Adda" sono quindi sul palcoscenico della gastronomia a recitare la parte dei protagonisti. Tra i locali coinvolti nella rassegna è una delle più vecchie osterie della  zona, il 'cui    nome      tradisce subito la sua ubicazione: Lungoladda. Un nome che magari non è neppure semplice  da  pronunciare;  ma  che  ha  il

 

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grande pregio di identificarsi col corso d'acqua che scorre lento e maestoso prima di buttarsi nel grande padre Po. A gestire l'antica osteria Lungoladda, dopo averla radicalmente trasformata anche in tutta la sua struttura muraria, è  arrivata

 
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quattro anni fa da Pero (Milano) la signora Margherita Granata, ben decisa a saltare il fosso (nel nostro caso il fiume)  per passare da una ristorazione di tipo aziendale a quella più ricca, fantasiosa e di maggiore soddisfazione. Ed i fatti le hanno dato ragione, grazie anche alla complicità di Anna e Luigina, due cuoche che rifiutano l'appellativo di “chef” e che preferiscono definirsi “casalinghe” con tutta l'esperienza gastronomica della loro terra.

 

Il menù, scelto dai responsabili organizzatori che hanno “peccato” nella lunga lista della casa, e senza dubbio di tutto rispetto e passa dalle frittatine ripiene ad una superba grigliata di verdure nostrane, dal risotto ai funghi al coniglio ripieno, per terminaree non poteva essere diversamente - con un invitante fritto di pesciolini dell'Adda". Scorrendo però la lista che la signora Margherita propone con giustificato orgoglio, viene da domandarsi come mai non sia stato dato spazio anche ad altre specialità della casa, come ad esempio le lumache, o il brasato di manzo, o lo stufato d'asina, o il filetto di puledro, che s'accompagnano tutti con la classica polenta autunnale. Il ristorante è a quattro passi dal corso d'acqua e lo  si

raggiunge dalla statale Lodi-Crema passando per Corte Palasio e, quindi per Casellario. Qui anche la cordialità è di casa: il sorriso della titolare. la bonomia del marito Domenico. I vini che la

 
 

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Rassegna Gastronomica ha scelto per questa tornata sono tutti di San Colombano al Lambro e provengono dalle cantine Riccardi. Il bianco, che si gratifica del titolo di “Nettare dei Santi” è un frizzante secco di buon prestigio, fatto con uve di Verdea; Il rosso, sempre di linea frizzante, si chiama “San Rocco". ma la casa di solito, propone un aristocratico “Roverone”. Dopo la saletta del caminetto gli ospiti trovano spazio nel salone principale che ha conservato le linee essenziali della vecchia “barchessa”, linee che sono state ingentilite da un sobrio arredamento che va sul rustico. All' aperto, e naturalmente solo per l'estate, la vecchia aia offre ombra campestre alle numerose comitive che frequentano il fiume prima del mare.

                                                                                                                      Franco Lombardi
Lodi 12-10-91

Il nucleo famigliare dei gestori del ristorante al centro la titolare Margherita Granata, accanto i figli Alessandro, Stefano e il marito signor Domenico. Le cuoche “casalinghe" Anna e Luigina.
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La titolare Margherita Granata col figlio Alessandro e alcuni clienti
 

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